Ci sono momenti in cui siamo portati a riempire un vuoto improvviso con fiumi di parole, e nella confusione speriamo che vengano quelle giuste...
...quando è più semplice di così.
Giorgio Ariani.
Giorgione, eri un uomo buono e semplice.
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Foto di Gabriele Chiffi |
Ci hai lasciati la mattina dello scorso 5 marzo 2016... dopo una malattia che ti aveva portato ad una pesante operazione questo ottobre, facendoci preoccupare tutti. Dicevi che era andata bene, ci tranquillizzavi, scherzavi come tuo solito.
Forse era per amore della risata che dicevi così, perché ora il tuo grande cuore non ce l'ha fatta. Te ne sei andato discretamente e silenziosamente, a dispetto dell'allegria e dei sorrisi che dispensavi in ogni presenza.
Ma non prima di salutare tutti quelli che ti erano accanto.
Sì, è così.
Sei nato a Ferrara il 26 maggio 1941 (o forse 43? Ti volevi invecchiare?? O ringiovanire??) ed hai iniziato ad esibirti da giovanissimo come fantasista, nei primi anni '60, nei cabaret locali. Poi sei approdato a Firenze, Bologna, Roma, Milano... Presentavi, cantavi, imitavi (versatile come Noschese!), perché ti divertivi come un bambino nel giocare con la voce: ad ogni telefonata non rispondevi mai con la tua, ma con quella di una vecchina o di un nobile, o di un cartone animato.
Nel 1962 Franco Godi ti ha preso per gli spot della Bertolli ("Ber-Tol-li" - "più basso!" - "Ber TOL- Liii") e da qui hai iniziato a fare, nei mitici Caroselli, un mestiere che in Italia hanno fatto davvero in pochi: il "Character Voice" all'americana. Tu non doppiavi, ma caratterizzavi un personaggio prima ancora che lo disegnassero. Hai fatto "Calimero", "Salomone il Pirata Pacioccone" e tanti altri.
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La prima cartolina di Giorgio come artista; anni '60 (da Facebook) |
A Roma frequentavi i grandi: Carlo Dapporto, che ti diede in eredità le barzellette di Stanlio e Ollio che lui recitava con Carlo Campanini; Aldo Fabrizi, che hai sognato il giorno prima di scrivere il tuo film, ahimé mai realizzato, "Disordine perfetto"; Nino Taranto, che ti rimproverava perché eri andato a trovare Fabrizi prima di lui (!), durante le repliche al Sistina de "I ragazzi irresistibili".